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Quote 1.png    Per il bene di quell'arma umana... Dobbiamo sacrificare valorosamente... Le nostre Vite!   Quote 2.png
— Il Capitano Ian decide di continuare la missione.

La Ferita è il 4° ed ultimo capitolo del 3° Volume, e il 13° capitolo in totale del manga Shingeki no Kyojin, scritto e illustrato da Hajime Isayama.

Breve Riassunto Modifica

Eren cerca di colpire Mikasa con un pugno, ma fallisce e si colpisce in pieno volto, cadendo a terra senza sensi. Il gesto demoralizza Rico e Mitabi, che decidono di lasciare il ragazzo e ritirarsi dalla missione, ormai completamente fallita. I due vengono convinti a restare dalle parole di Ian, che si rifiuta di abbandonare Eren e ordina a tutti di proteggerlo dai Giganti in avvicinamento fino al suo risveglio. Nel mentre, Armin si precipita dall'amico e tenta di estrarlo dalla collottola del Gigante infilzandolo con una spada. Nonostante il dolore fisico inflitto al Gigante, Eren sembra non provare nulla, risultando intrappolato in un sogno da cui non riesce a svegliarsi.

Sommario Modifica

Dopo che l'operazione della Squadra d'élite parte, Gustav informa il Comandante Pixis della situazione nel Distretto: attualmente, i Soldati del Corpo di Guarnigione sono riusciti ad ammassare un'immensa quantità di Giganti in un angolo della città, anche se le perdite sono superiori al 20% delle forze armate totali. Pixis ammette che i suoi Soldati sono morti dopo aver obbedito ai suoi ordini, prendendosi la responsabilità di essere definito un "Genocida" al costo di risolvere l'infernale situazione in cui si trova ora il Distretto di Trost.

Nei pressi della Breccia, Eren, appena tramutatosi in Gigante, sferra un portentoso pugno contro Mikasa, che viene schivato tempestivamente dalla ragazza. Mikasa si rialza dopo essere stata sfregiata nel volto da un detrito, e si attacca sulla faccia di Eren con il Dispositivo di Manovra Tridimensionale. La Squadra d'élite assiste incredula alla scena, e Ian ordina a Mikasa di staccarsi dalla faccia del Gigante prima che la colpisca. La ragazza tenta di far ragionare il fratello cercando di riportarlo alla realtà, ma Eren sferra un altro gancio nella sua direzione per colpirla. Mikasa fugge in tempo e il volto di Eren viene spappolato dalla forza del suo stesso pugno. Rico comprende il totale fallimento della missione e spara di sua iniziativa il razzo di segnalazione rosso per informare il Comandante del resoconto. Eren si accascia a terra senza sensi, mentre i Capisquadra si riuniscono per fare il punto della situazione. Sia Rico che Mitabi chiedono a Ian di proclamare la ritirata, vedendo ormai Eren completamente inutile oltre che ostile nei loro confronti, mentre alcuni Giganti si avvicinano inesorabilmente alla loro posizione.

Dalla parte opposta del Distretto, Anka vede la segnalazione della Squadra d'élite e informa il Comandante delle grosse complicazioni che dovrebbe aver subito la missione. Tra la demoralizzazione generale, molti Soldati chiedono a Pixis di dare il permesso di ritirata alla Squadra d'élite e di fornire indicazioni per un alternativo recupero della Breccia, ma il Comandante si rifiuta, ordinando di continuare ad attirare i Giganti dalla parte opposta del Distretto. Pixis afferma di riporre tutta la sua fiducia nel Capitano Ian e nelle capacità sue e degli altri Capisquadra, sostenendo che si renderanno conto che la salvezza dell'intero Distretto dipenderà dalle loro decisioni e, di conseguenza, non si arrenderanno molto facilmente. In città, anche Armin vede la segnalazione rossa e, preoccupandosi per gli amici, abbandona la sua Squadra per raggiungerli.

Mitiabi chiede disperato a Ian di ritirare la Squadra, tentando di convincerlo che la colpa non è sua e che il piano di Pixis era incerto sin dall'inizio. Detto questo, lui e Rico decidono di risalire la Muraglia con le proprie Squadre, alimentando l'ira di Mikasa che estrae la spada per far cambiare loro idea con la forza, ma Ian ferma la ragazza e ordina ai colleghi di fronteggiare i Giganti in avvicinamento. Il Capitano decide di portare una modifica al piano di Pixis e ordina a tutti di proteggere il corpo inerme di Eren dall'arrivo dei Giganti finché non si sarà ripreso, sostenendo l'irimpiazzabilità del ragazzo e il suo straordinario potere militare neanche minimamente confrontabile con quello di un normale Soldato. Rico si astiene dal piano, affermando che sono morti centinaia di Soldati inutilmente dopo aver visto il fallimento di Eren, mentre Ian giura di voler continuare la missione mettendo in atto il suo piano, vedendo Eren come la più grande speranza attualmente posseduta dal genere umano. Vista la volontà di Ian nel proseguire l'operazione, Mitabi e Rico restano esterrefatti e la donna si scaglia contro di lui dandogli del pazzo. Il Capitano, perdendo la calma, urla contro Rico chiedendole una soluzione diversa a quella proposta da lui per salvare Trost, informando tutti che l'unica possibile alternativa è quella di sacrificare le proprie vite per proteggere Eren dall'arrivo dei Giganti. Ian termina il discorso chiedendo a Rico e Mitabi di restare per portare a compimento il piano nonostante le sue basse probabilità di riuscita. Le parole del Capitano convincono entrambi a continuare a combattere e, seppur non del tutto convinti, tornano al comando delle proprie Squadre e corrono verso i Giganti in avvicinamento ad Eren per affrontarli. Mikasa ringrazia il Capitano per aver deciso di continuare la missione e riceve da lui il permesso di agire in liberamente, potendo quindi dare il massimo delle sue capacità.

Armin cerca di svegliare Eren.jpg

Armin infilza la collottola del Gigante di Eren per tentare di svegliarlo

Nel frattempo, Eren non mostra alcun tipo di ripresa e giace ancora senza sensi nei pressi della Roccia. Mikasa si preoccupa del fatto che possa non tornare più come prima, ma decide di non pensarci preferendo concentrarsi sulla missione. All'interno della collottola del suo Gigante, Eren ha uno strano sogno e si immagina a casa sua in una situazione di estrema tranquillità, con sua Madre e Mikasa che lavano i piatti e suo Padre seduto al tavolo intento a scrivere qualcosa in un libro. Eren è estremamente confuso e assonnato e decide di coprirsi con una coperta e di mettersi a dormire. Nella realtà, Armin giunge al corpo inerme dell'amico e lo vede seduto e senza sensi, chiedendosi cosa possa essere successo. Le Squadre di Ian e Mitabi affrontano i Giganti vicino alla Breccia che, improvvisamente, si muovono verso la posizione di Eren. Nonostante le difficoltà, Ian ordina a Mikasa di staccarsi dalla Squadra e andare a controllare la situazione e, riflettendo, la ragazza si rende conto che i Giganti si muovono verso Eren perché attratti dalla sua presenza. Mikasa vede Armin sulla collottola di Eren e lo informa del fallimento della missione e dell'inutile difesa di Eren da parte della Squadra d'élite. Armin rifiuta di abbandonare Eren e quindi decide di recidere la collottola del suo Gigante per estrarlo e, sotto lo sguardo preoccupato di Mikasa, Armin infilza la nuca del Gigante con una spada, arrivando a trapassare con un solo colpo il braccio sinistro dell'amico. Il Gigante si sveglia e grida dal dolore. Mikasa urla ad Armin di fermarsi, ma il ragazzo le dice che si occuperà lui del risveglio di Eren, invitandola a tornare a combattere al fianco dei membri d'élite della Guarnigione. Mikasa parte ed Armin cerca di comunicare con Eren dall'esterno del suo Gigante, ma il ragazzo sembra non sentire le parole che gli arrivano, vedendo Armin all'interno del suo sogno che prova a convincerlo ad uscire battendo dei forti pugni sulla finestra di casa. Quando Armin gli chiede se è ancora determinato a vendicare la morte della Madre, Eren rimane confuso dalle sue affermazioni, notando che lei (nel suo sogno) è proprio davanti ai suoi occhi intenta a lavare i piatti con Mikasa. Anche se Armin continua ad urlare disperatamente dall'esterno, Eren sembra intrappolato nel suo sogno.

Personaggi in Ordine di Apparizione Modifica

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